Calo demografico in Molise, un tema da campagna elettorale
Sara’ sfuggito a molti ma vale la pena sottolinearlo : con DPR 6/2/08 il Presidente Napolitano ha assegnato alle Regioni i seggi spettanti per l’elezione alla Camera dei Deputati,sulla base della popolazione residente al censimento 2001 ( Molise : 320.601 abitanti ) .
Al Molise spettano 3 Deputati e 2 Senatori, salvo poi perderne uno ad urne aperte a favore del Trentino , come avvenne nel 2006.
Ma vi e’ un altro dato interessante , oltre ai seggi assegnati dividendo la popolazione residente per 618 ( tanti sono i seggi in totale più 12 delle circoscrizioni estere ) ben 13 se li aggiudicano , con i resti , altre circoscrizioni.
Il Molise e la Basilicata se la vedono con la circoscrizione Piemonte 1 che la spunta sul Molise per 498 abitanti in piu’ e sulla Basilicata solo per 9 cittadini residenti in più .
Il dato, ovviamente , e’ riferito al censimento 2001 , ad oggi l’ISTAT gia’ ci assegna 320.074 abitanti , 527 in meno del 2001, quasi uno dei 136 Comuni molisani in meno.
Non mi appassiona sapere se i tre deputati saranno ripartiti tra PDL, PD o IDV o se la spuntera’ anche l’UDC , anche se almeno questa suspance in Molise alla Camera il “ Porcellum “ ce la lascia intatta , altrimenti le elezioni restano una semplice ratifica delle decisioni adottate dai partiti con le candidature.
A me interessa sapere se la classe politica ha preso coscienza del fatto che il decremento demografico , specie nei piccoli Comuni, e nel Molise ce ne sono 124 su 136, rischia di mettere in discussione non solo la rappresentanza parlamentare ma il futuro stesso di questa anomala Regione.
Ho letto sulla stampa il dibattito attento sollecitato dall’acuto osservatore dei fatti molisani Giuseppe Tabasso e le grida d’allarme sullo spopolamento delle aree interne del Sindaco di Capracotta e degli altri amministratori dell’Alto Molise, qualcosa dal basso si muove, specie se si parla di tagli ai rami secchi, di razionalizzazione scolastica e sanitaria , di incentivare la montagna.
Noi sindaci , come ANCI Molise , sollecitammo l’adozione di una legge a sostegno dei piccoli Comuni, sulla stregua di analoghe iniziative promosse a livello di regioni.
Quella famosa legge Realacci-Bocchino , legge bypartisan a favore dei piccoli borghi, che aveva avuto l’approvazione unanime della Camera dei Deputati , si era haimè arenata nelle secche del Senato.
Strano paese il nostro , anche se come diceva qualcuno “ le solidarieta’ sono come le condoglianze non si negano a nessuno “.
E’ per questo che in campagna elettorale , scritto chiaro nei programmi, e’ necessario inserire l’impegno ad una politica che incentivi le piccole realta’ che sono la vera essenza della nostra regione, favorendo le aggregazioni di ambiti ottimali per la gestione dei servizi, aumentando la governance del nostro tessuto istituzionale in termini di razionalita’ ed efficienza economica, con politiche di sviluppo nuove e condivise.
Una Regione di 320.000 abitanti ha necessita’ di razionalizzare il suo apparato istituzionale e la sua macchina burocratica, occorre un disegno condiviso di governo complessivo del territorio che salvaguardi e valorizzi l’identita’ , che abbatta i campanilismi deleteri e promuova la cooperazione territoriale.
Ad un inefficiente centralismo statale la neo Riforma costituzionale ridisegna ruolo e funzioni della Regione e delle Province, esaltando il ruolo delle autonomie locali in senso federalista , che rischia di essere mortificato da un neo centralismo regionale.
Il Molise e’ già periferia , salvaguardi la sua identita’ e per dirla con Tabasso eviti “ l’agonia di una civilta’ locale.”
Sindaco di Filignano ( Lorenzo Coia )













Loading ...