Archivio per 'la cava'

Cava di Colle Taccosa:avviato completamento della ricomposizione ambientale

domenica, dicembre 14th, 2008

Avviata finalmente a soluzione (si spera!) l’annosa questione del recupero del sito di Cava di Filignano.

Al fine di una migliore comprensione, è bene ripercorrere i principali capitoli della complessa vicenda.

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Cava di Filignano: la regione ci da ragione

venerdì, agosto 17th, 2007
"…l'istanza di proroga prot. n. 11/07 in data 16 marzo 2007 di codesta ditta (leggi M.C. Group) non può essere accolta in quanto l'invocato art. 13 della legge regionale 5 aprile 2005, n. 11, è riferito alle autorizzazioni all'esercizio dell'attività estrattiva intesa quale coltivazione e conseguente ripristino"
Cosi recita la comunicazione inviataci dalla Regione Molise e datata 07 agosto 2007, si riconosce in sostanza la nostra tesi e cioè che l'andirivieni dei camion non era  certo per il trasporto di materiale per eventuali bonifiche ma si trattava di vera e propria coltivazione estrattiva. Dovremmo a questo punto cercare di condurre un'altra battaglia, quella per il raggiungimento di un altro obiettivo: la bonifica vera e propria del sito di colle Taccosa.
Conosciamo le intenzioni della Ditta concessionaria che di sicuro non ha nessuna voglia di Bonificare la cava, dovremmo perciò intavolare delle trattative con la Regione Molise affinchè  si accolli l'onere della bonifica del sito estrattivo.
Ora però godiamoci questa vittoria; una vittoria di tutta Filignano; una vittoria che  si poteva cogliere molto tempo prima, negli atti delle passate amministrazioni comunali che con leggerezza ed estrema superficialità hanno consentito lo sfruttamento indiscriminato di Colle Taccosa pur sapendo che il Gruppo imprenditoriale detentore della concessione aveva come scopo principale la coltivazione della Cava e non la sua bonifica.
Adriano Izzi

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Cava di Colle Taccosa

giovedì, luglio 26th, 2007

Per aver denunciato sui quotidiani locali e attraverso il Servizio Radio Televisivo “la storia infinita della cava di Colle Taccosa”, la MC Group mi diffida, tramite i suoi legali affinché mi astenga dal ricorrere nuovamente a tali forme di pubblicazione.

E’ ovvio che la Ditta è nervosa, ma chi mi conosce sa che certe iniziative producono in me un effetto esattamente opposto.

Pertanto, invio, con preghiera di pubblicazione queste mie precisazioni.

 

Credo che sia chiaro a tutti i lettori che l’intento del mio comunicato non era quello di diffamare nessuno ma di denunciare un fatto e cioè che:

- a dispetto di autorizzazioni alla coltivazione, di proroghe e proroghe delle proroghe nonché di  autorizzazioni al recupero ambientale  che messe insieme provengono più o meno dal 1992,

- nonostante un’intesa sulle attività estrattive intercorsa tra Ente Parco e Regione Molise, una legge regionale che stabilisce obblighi precisi a garanzia della ricomposizione ambientale e della aree di particolare valore ambientale,

ad oggi, Filignano uno dei 5 comuni del versante molisano del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, si presenta a chi vi sopraggiunge, con una voragine scavata immediatamente al di sopra del centro storico che deturpa l’intera vallata.

 

Benché ne dica la diffida che ho ricevuto, questa denuncia non solo è fondata ma è doverosa.

Per quanto mi riguarda, costituisce un diritto-dovere che sento come cittadino che ha speso molti anni della sua vita a difendere l’ambiente e il territorio del Molise, e come Assessore eletto nell’esercizio del proprio mandato ricevuto dai cittadini di Filignano.

Se qualcuno pensa di potermi intimidire minacciando querela ha sbagliato persona e indirizzo.

Peraltro chi scrive conosce la legge e quella sulle cave è frutto del suo lavoro.

 

Pertanto, risparmiando al lettore vicende troppo risalenti nel tempo, sfido chiunque a contestare i seguenti fatti.

E’ un fatto che l’autorizzazione rilasciata nel ‘98 (Determinazione Dirigenziale n. 68 del 15 maggio 1998) con la quale la coltivazione della cava di Filignano era stata prorogata fino al 30 giugno 2002, confermando tutte le prescrizioni già date col precedente provvedimento prorogato (Decreto n° 527/92, punto 2.4), già prevedeva che “La ditta, contemporaneamente al procedere della coltivazione, e comunque entro 180 giorni dalla data di scadenza,…deve provvedere: …a definire la geometria del fronte di cava i cui elementi dovranno..essere raccordati con i terreni circostanti; d) a riportare sulle superfici escavate uno strato di terreno vegetale… non inferiore a 60 cm; e) a rinverdire l’area…” .

 

E’ un fatto che alla scadenza di tale autorizzazione, l’Autorità vigilante della Regione Molise (la Direzione Generale II, Attività produttive, Servizio Attività Estrattive) avrebbe dovuto esigere l’osservanza dell’obbligo stabilito nel provvedimento, per esempio in via di autotutela, incamerando la cauzione e provvedendo con l’esecuzione in danno ma che nulla faceva per assicurare tale obbligo.

 E’ un fatto che tale obbligo, oltre che dal provvedimento suddetto, era imposto da un’intesa, intervenuta nel 2002 tra  Ente Parco e Regione Molise, la quale, per la Zona di Protezione Esterna del Parco prevedeva tra l’altro che “la Regione Molise s’impegna, altresì, a vigilare e ad esigere che, alla scadenza delle autorizzazioni in corso, i siti sfruttati siano ripristinati e ineriti” 

E’ un fatto che la Determinazione Dirigenziale n. 361 del 05.10.2004 con la quale la Regione Molise (Direzione Generale II – Attività Produttive – Servizio Energie e Attività estrattive) su esplicita istanza della MC Group, accordava “l’autorizzazione alla ripresa dei lavori volti al rimodellamento ed al recupero ambientale-paesaggistico dell’area Colle Taccosa”… “fino al 30 giugno 2007”.

 

E’ un fatto che ad oggi il sito di cava non è stato ancora ricomposto e inerbito.

 

E’ un fatto che ce n’è a sufficienza per essere “incazzati”.

 

Pertanto, poiché non credo che la mia sia una “vox clamans in deserto” invito tutti a recarsi presso il Comune a sottoscrivere la petizione ivi predisposta al fine di chiedere alla Regione Molise di non rinnovare più alcuna autorizzazione.

 

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TG3 Molise: Parlano della cava di Filignano

lunedì, luglio 16th, 2007

Il 16/07/2007 alle 19.30, quindi questa sera, su RAI 3 manderanno in onda un servizio dedicato alle cave nel Molise e in particolar modo parleranno della cava di Filignano, dove ieri hanno fatto delle riprese.

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Il Wwf: ‘La cava di Filignano è uno scempio’

sabato, luglio 14th, 2007

"La cava di Filignano è uno scempio, quella voragine non rimarginata è una ferita inferta ad uno dei paesaggi più belli del Molise". L’allarme sulla cava di Filignano lanciato nei giorni scorsi dall’Assessore comunale Alessandro Aceto è fondato e merita attenzione. A leggere il Bollettino Ufficiale della Regione sembra che nulla sia cambiato nel governo delle attività estrattive; sembra che le autorizzazioni continuino ad essere rinnovate o prorogate alla scadenza senza che vi sia alcuna vigilanza sugli obblighi di ricomposizione ambientale.

Si rammenta che qualche anno fa, un’inedita collaborazione tra il WWF e l’Assocave portò alla redazione di un testo di legge sulle attività estrattive, poi divenuto legge n. 11/2005, di cui, peraltro, il dott. Aceto, attualmente Assessore alle politiche del Territorio del Comune di Filignano fu uno degli estensori.

Uno dei punti salienti di tale legge furono l’esclusione di alcune categorie di aree (quelle a maggiore sensibilità paesaggistica) dalla possibilità di conduzione di attività estrattive, l’obbligo di realizzare, contestualmente alla coltivazione, le opere di ricomposizione ambientale, secondo il principio del cantiere integrato, l’esecuzione d’ufficio di tali opere da parte della Regione in caso di inosservanza.
Inoltre, per porre rimedio all’utilizzo fraudolento della proroga per il quale le cave non venivano ripristinate mai rimanendone il paesaggio vistosamente ferito fu stabilito un limite massimo al tempo consentibile.

Fu anche stabilito che l’ufficio regionale competente in materia di cave dovrebbe disporre annualmente un sopralluogo obbligatorio per la verifica dell’attuazione degli obblighi di ricomposizione ambientale e adottare, eventualmente, i provvedimenti di carattere repressivo e sostitutivo.

Nulla di tutto ciò sembra si stia facendo, anzi non c’è ancora il Piano Regionale per le Attività Estrattive, non c’è l’inventario delle cave abbandonate o dismesse, non risulta sia stato istituito il Fondo Regionale per gli interventi di ricomposizione ambientale.

In altre parole la legge sulle cave rimane inattuata mentre quelle norme che non hanno bisogno di esecuzione vengono violate o eluse.

Ma forse non bisognerebbe meravigliarsi perché anche in altri settori rileviamo un’inerzia esasperante. Emblematico è il caso dell’eolico: mentre si attende l’emanazione delle linee guida,   nuovi progetti vengono presentati e l’impianto eolico di fronte al sito archeologico di Altilia è stato autorizzato dal commissario ad acta.

WWF ITALIA
SEZIONE REGIONALE MOLISE

(fonte altro molise)

 

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Cava di Filignano: una storia senza fine

martedì, luglio 10th, 2007

Adesso basta! Sembra che quella della cava di Colle Taccosa, nel comune di Filignano, sia una storia senza fine. Una spudorata presa in giro ai danni delle leggi e del territorio.

Quando nel 2001 fu sottoscritta l’intesa tra Parco e Regione Molise con la quale si stabiliva che nella Zona di Protezione Esterna del Parco non si sarebbero più date nuove autorizzazioni alla coltivazione di cave, sembrò che ci si fosse avviati alla conclusione di una brutta vicenda.

L’autorizzazione regionale all’attività estrattiva di Colle Taccosa, già precedentemente contestata in quanto non consentita dal vigente Piano Paesistico, volgeva al termine e la Regione Molise avrebbe dovuto solamente preoccuparsi di vigilare affinché, entro la scadenza del 2002, fossero rispettati gli obblighi di ripristino ambientale.

Inutile dire che tali obblighi furono disattesi e che, anzi, il mancato completamento del ripristino divenne la ragione per domandare (ed ottenere) una nuova autorizzazione.

Nella nostra Regione è sempre successo così e non si conosce un solo caso di un sito di cava definitivamente recuperato.

Ma certi solerti imprenditori e dirigenti, cui non mancano fantasia e senso civico, non potevano tollerare che uno scempio simile rimanesse irrecuperato e così, nel 2004, la Ditta Beton Cave si “premurava” di fare istanza alla Regione Molise per ottenere una nuova autorizzazione per il compimento di un ripristino che non aveva fatto quando avrebbe dovuto, anche sobbarcandosi, per il bene del territorio naturalmente, il pagamento della cauzione. Davvero singolare ed encomiabile al pari del comportamento della Regione che, dal canto suo, si preoccupava di non lasciare il sito in quelle condizioni dopo averne trascurato la vigilanza necessaria a suo tempo.

Cavillando sul fatto che l’intesa Parco-Regione non consentiva nuove coltivazioni ma non impediva interventi di ripristino (o presunti tali), si concedevano ulteriori tre anni alla Beton Cave.

Ci si sarebbe aspettati che questo nuovo periodo concesso avrebbe consentito il completamento del ripristino ambientale. Che ingenuità! Invece, a parte il traffico di camion stracarichi di materiale asportato dal sito null’altro si è visto. Allo stato non risulta un solo metro quadrato di terreno vegetale “riportato” o una sola piantina messa a dimora; viceversa risulta un’intensa attività di prelievo.

Ma la cosa che più fa “incazzare” è che da una corrispondenza tra Beton Cave e l’ufficio preposto in Regione sembra si stia valutando la possibilità di concedere un’ulteriore autorizzazione, di qualche anno, ai poveretti che non hanno avuto il tempo di completare il ripristino, forse perché troppo impegnati a rimodellare diversamente la geometria di gradoni già realizzati ( a dire il vero fin dal 2004) o a lucrare sul materiale asportato?

La legge regionale n. 11/2005 in materia di attività estrattive, che nel frattempo è stata varata, stabilisce che l’attività estrattiva è vietata nelle aree protette o nelle relative zone di protezione esterna, che la Regione, tramite la competente struttura amministrativa, vigila sull’esatta osservanza degli obblighi di ripristino e che la mancata esecuzione delle opere di ripristino da parte del titolare dell’autorizzazione comporta l’esecuzione d’ufficio delle stesse a spese del contravventore.

Aggiungo che un principio di diritto stabilisce che eludere una legge equivale a violarla.

L’Assessore alle Politiche del Territorio

Alessandro ACETO

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Cava di filignano: lettera di L. Coia e A. Aceto

domenica, luglio 8th, 2007

Filignano, 5/7/07

Spett/le Redazione Filignano.com

OGGETTO : TERMINE ULTIMO COLTIVAZIONE CAVA COLLE TACCOSA.

Gentile Direttore,

Abbiamo appreso , aprendo il vostro sito , dell’interesse al tema utilizzo del territorio ed in particolare quello relativo alla Cava Colle Taccosa.

In particolare si salutava con soddisfazione la fine dei lavori di ripristino, scadenti il 30/6/07.

Successivamente ci si lamentava per il perdurare di tali lavori, pur essendo intervenuto il termine degli stessi.

Per amore di chiarezza e per individuare le oggettive responsabilita’ ci corre l’obbligo di specificare il ruolo che il Comune di Filignano ha in tutta questa delicata questione.

Con delibera di Giunta Comunale n.78 del 21 maggio 2003 ( assenti Coia Mario e Cocozza Federica ) si concedeva alla Betoncave di Venafro il nulla osta per fitto particella 650 del foglio 47 necessaria al modellamento e recupero ambientale della cava in oggetto ( le altre particelle erano di proprieta’ privata) in attesa delle necessarie autorizzazioni regionali.

Nella stessa delibera si concordava il corrispettivo in 3.850 € annui per tutto il tempo necessario alla ultimazione dei lavori .

Tra le prescrizioni addotte nella delibera alcune limitazioni del traffico nel periodo estivo, utilizzo autocarri di piccola portata, impiego di manodopera locale.

Successivamente , in data 18 maggio u.s., la Regione ci comunicava, per conoscenza, della richiesta della M.C. Group di Venafro di continuare il rimodellamento e recupero ambientale della cava, non essendo terminati i lavori necessari allo scopo.

La Regione confermava il termine del 30/6/07 e , sulla richiesta di proroga, chiedeva documenti integrativi.

Solo in data odierna la M.C. Group comunicava alla Regione e al Comune per conoscenza le integrazioni richieste diffidando la stessa ad apporre termini ,sostenendo che in base alla L.R. 11/05 , in attesa di proroga l’attivita’ puo’ proseguire limitatamente alle quantita’ e nei limiti autorizzati.

Il Comune intende impegnare la Regione affinche’ vigili sulle continue richieste di proroghe, ritenendo che le attivita’ di rimodellamento e recupero ambientale siano state ad oggi completamente disattese, ed evidenziando che le attivita’ di coltivazione/recupero continuano in assenza di autorizzazioni certe.

Il PNALM , dal canto suo , ha avviato un’azione legale tesa alla sospensione dell’attivita’ di rimodellamento e recupero ambientale della Cava,volta a far valere l’intesa Regione / PNALM , ma ad oggi non vi sono stati riscontri di rilievo.

IlSindaco            L’Assessore delegato all’Ambiente

Lorenzo Coia       Alessandro Aceto

Cava di Filignano: fuori legge

lunedì, luglio 2nd, 2007

Malgrado l'autorizzazione scaduta, i lavori continuano alla cava di Filignano.
I camion continuano a fare su e giù, e l'estrazione del calcare va a pieno ritmo.
Come sempre più spesso sta succedendo nel nostro paese, sta vincendo l'illegalità.

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Cava di Filignano: ci siamo.

martedì, giugno 26th, 2007

Il 30/06/2007 finisce quello che è stato un calvario di tutti i giorni per i Filignanesi: l'estrazione del calcare dalla cava di Filignano, più precisamente a Lagoni.

In effetti quest'attività ha prodotto un gran movimento di enormi camion, creando un insicurezza notevole per gli automobilisti che percorrono ogni giorno il tratto FilignanoVenafro, dovuta alla larghezza della strada non adatta alla stazza di quei mezzi e alla degradazione del manto stradale.

La ditta esercente ha l'obbligo di risanare il sito al termine della sua attività, speriamo che sarà fatto al più presto.

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