Cava di Colle Taccosa
Per aver denunciato sui quotidiani locali e attraverso il Servizio Radio Televisivo “la storia infinita della cava di Colle Taccosa”, la MC Group mi diffida, tramite i suoi legali affinché mi astenga dal ricorrere nuovamente a tali forme di pubblicazione.
E’ ovvio che la Ditta è nervosa, ma chi mi conosce sa che certe iniziative producono in me un effetto esattamente opposto.
Pertanto, invio, con preghiera di pubblicazione queste mie precisazioni.
Credo che sia chiaro a tutti i lettori che l’intento del mio comunicato non era quello di diffamare nessuno ma di denunciare un fatto e cioè che:
- a dispetto di autorizzazioni alla coltivazione, di proroghe e proroghe delle proroghe nonché di autorizzazioni al recupero ambientale che messe insieme provengono più o meno dal 1992,
- nonostante un’intesa sulle attività estrattive intercorsa tra Ente Parco e Regione Molise, una legge regionale che stabilisce obblighi precisi a garanzia della ricomposizione ambientale e della aree di particolare valore ambientale,
ad oggi, Filignano uno dei 5 comuni del versante molisano del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, si presenta a chi vi sopraggiunge, con una voragine scavata immediatamente al di sopra del centro storico che deturpa l’intera vallata.
Benché ne dica la diffida che ho ricevuto, questa denuncia non solo è fondata ma è doverosa.
Per quanto mi riguarda, costituisce un diritto-dovere che sento come cittadino che ha speso molti anni della sua vita a difendere l’ambiente e il territorio del Molise, e come Assessore eletto nell’esercizio del proprio mandato ricevuto dai cittadini di Filignano.
Se qualcuno pensa di potermi intimidire minacciando querela ha sbagliato persona e indirizzo.
Peraltro chi scrive conosce la legge e quella sulle cave è frutto del suo lavoro.
Pertanto, risparmiando al lettore vicende troppo risalenti nel tempo, sfido chiunque a contestare i seguenti fatti.
E’ un fatto che l’autorizzazione rilasciata nel ‘98 (Determinazione Dirigenziale n. 68 del 15 maggio 1998) con la quale la coltivazione della cava di Filignano era stata prorogata fino al 30 giugno 2002, confermando tutte le prescrizioni già date col precedente provvedimento prorogato (Decreto n° 527/92, punto 2.4), già prevedeva che “La ditta, contemporaneamente al procedere della coltivazione, e comunque entro 180 giorni dalla data di scadenza,…deve provvedere: …a definire la geometria del fronte di cava i cui elementi dovranno..essere raccordati con i terreni circostanti; d) a riportare sulle superfici escavate uno strato di terreno vegetale… non inferiore a 60 cm; e) a rinverdire l’area…” .
E’ un fatto che alla scadenza di tale autorizzazione, l’Autorità vigilante della Regione Molise (la Direzione Generale II, Attività produttive, Servizio Attività Estrattive) avrebbe dovuto esigere l’osservanza dell’obbligo stabilito nel provvedimento, per esempio in via di autotutela, incamerando la cauzione e provvedendo con l’esecuzione in danno ma che nulla faceva per assicurare tale obbligo.
E’ un fatto che tale obbligo, oltre che dal provvedimento suddetto, era imposto da un’intesa, intervenuta nel 2002 tra Ente Parco e Regione Molise, la quale, per la Zona di Protezione Esterna del Parco prevedeva tra l’altro che “la Regione Molise s’impegna, altresì, a vigilare e ad esigere che, alla scadenza delle autorizzazioni in corso, i siti sfruttati siano ripristinati e ineriti”
E’ un fatto che la Determinazione Dirigenziale n. 361 del 05.10.2004 con la quale la Regione Molise (Direzione Generale II – Attività Produttive – Servizio Energie e Attività estrattive) su esplicita istanza della MC Group, accordava “l’autorizzazione alla ripresa dei lavori volti al rimodellamento ed al recupero ambientale-paesaggistico dell’area Colle Taccosa”… “fino al 30 giugno 2007”.
E’ un fatto che ad oggi il sito di cava non è stato ancora ricomposto e inerbito.
E’ un fatto che ce n’è a sufficienza per essere “incazzati”.
Pertanto, poiché non credo che la mia sia una “vox clamans in deserto” invito tutti a recarsi presso il Comune a sottoscrivere la petizione ivi predisposta al fine di chiedere alla Regione Molise di non rinnovare più alcuna autorizzazione.













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