I care, We Can, ………..They win
Avrei preferito esentarmi dal commentare i disastrosi risultati elettorali delle politiche 2008 , l’altra volta parlai di disastro colposo ( erano le comunali di Isernia ) e non fui molto apprezzato.
Oggi però sento la necessita’ di esternare il disagio di chi , a fronte di un altro disastro annunciato, ha parlato , in una analisi del voto parziale e sconnessa, di risultato positivo, e di una speranza di un gruppo dirigente giovane che da’ prospettive di crescita per il Partito Democratico, specie in Provincia di Isernia.
Ma mi faccia il piacere ! – avrebbe detto una volta Toto’, accompagnandolo con un gesto di spinta.
Mi permetto di fare alcune banali semplificazioni, la prima riguarda le liste alle amministrative.
Si votava solo in 10 Comuni, 4 dei quali ad Isernia e , tra questi, centri non proprio piccolini come Montaquila, Frosolone e Venafro.
Mi consentano i dirigenti del sedicente partito Democratico, forse troppo occupati a scegliere le tonalita’ delle magliette ( ridicole ) da indossare per il coreografico lancio pubblicitario, ma le liste alternative riconducibili al PD dove erano ?
Tranne gli inciuci e le maldestre liste civiche contrapposte, ma le indicazioni di voto del partito per chi erano ?
Ed il partito creato per chi nel 2010 avra’ 20 anni, ha coinvolto il voto giovanile o e’ rimasto appannaggio di una classe matura ed affezionata di ex diessini o margheritini ?
Ed il nuovo che avanza, il 50 % di donne, la societa’ civile, dove sono finiti se le liste sono state pilotate da Roma?
Sono d’accordo che l’effetto Di Pietro ed il peso del suo ministero abbiano drogato il voto a suo favore e bene ha fatto Veltroni a tenerlo in coalizione, ma qualche cosa in piu’ nell’analisi si potrebbe azzardare.
L’America mi appassiona e so quanto conta nell’economia mondiale, ma resto cittadino europeo attaccato ai fatti del vecchio continente.
Ho mal sopportato, pertanto, i richiami Kennediani di I care ( mi curo di te ) o di Barak Obhama We can ( Noi possiamo ), sta di fatto che in Italia They Win , a vincere le elezioni politiche sono stati gli altri.
Per cui , un po’ di serieta’ mediterranea, analizziamo i perche’ di un voto che alla gratitudine per il lavoro concreto fatto dal Ministro ha visto la protesta e la demotivazione per come si conduce il Partito e le candidature.
Alla campagna di adesione al PD non ho preso parte, sono un Sindaco di campagna, troppo preso dai mille problemi comunali per dedicarmi alla politica alta.
All’ultimo congresso del mio ex partito ( DS ) ho sostenuto le ragioni del Socialismo europeo di Gavino Angius , con un discreto successo, salvo poi vedere che il mio leader traslocava armi e bagagli in altri lidi.
Da allora sono rimasto orfano di partito, un elettore di centro-sinistra senza tessera e senza piu’ entusiasmo, come tanti oggi nel paese, e certe infantili scusanti per celare le ragioni di una sconfitta netta e cocente, aumentano le ragioni per un disimpegno dalla bella politica.
Ai partiti, ormai relegati a semplici comitati elettorali, preferiamo l’impegno amministrativo, la soluzione quotidiana dei problemi degli altri, ai professionisti della politica e a coloro che di sinistro hanno solo l’aspetto, lasciamo i giochetti di palazzo, le furbizie, l’arrivismo.
Povera Italia e povera sinistra, in mano a chi e’ stato capace di dissipare ,in Molise e ad Isernia, un bel patrimonio di voti e di energie, fedele all’unico imperativo “ Io, speriamo che me la cavo “.
Oggi le vittime designate sono state, per colpe anche personali, Ruta e Massa, domani sotto a chi tocca !
Filignano, 16/4/08
Lorenzo Coia Ex Diessino













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